punto linea superficie: ARTE ABORIGENA AUSTRALIANA

QUANDO L’ ARTE CAMBIA LA VITA..

 

Intorno al 1970, all’interno del generale processo di valorizzazione della cultura aborigena, nasce l’  Australian Aboriginal art o meglio Indigenous Australian art.

Tutto ebbe inizio nel 1971, a Papunya, piccola località vicino  ad Alice Springs nel deserto occidentale. Qui  più gruppi tribali (Pintupi, Walpiri, Luritja, Aranda e Anmatyerre) che erano stati “deportati” in questo luogo dal governo, vivevano miseramente, in un ambiente a loro estraneo, spesso in conflitto tra loro.

Geoffrey Bardon, un giovane artista “bianco” va a insegnare nella piccola scuola della loro comunità. Colpito dalla bellezza dei grandi e complessi disegni eseguiti sulla sabbia  e sul corpo in occasione feste della varie tribù, e nel tentativo di creare una esperienza che facilitasse la convivenza tra i diversi gruppi, convince gli allievi a dipingere insieme, sulla parete della scuola,  un murale ispirato alla comune mitologia aborigena della creazione (dreamtime).

Immagine murales

In seguito a questa iniziativa anche un gruppo di adulti e anziani, prima perplessi poi sempre più convinti, comincia a riprodurre i  disegni tradizionali  della propria cultura su muri e tele, dando origine al primo nucleo dell’ Aboriginal Art Movement. A loro si aggiungono artisti di altri gruppi tribali di località vicine. La loro intenzione era di riappropriarsi, tramandare e diffondere la loro cultura, ignorata fino ad allora dal governo australiano. L’idea era quella che l’artista aborigeno Nelson Tjakamarra, espose in  occasione dell’inaugurazione di un murale realizzato all’ Opera House di Sydney nel 1988: ” Vogliamo mostrare i nostri dipinti a tutti: mostrarli al mondo. Noi vogliamo raccontare alla gente che questo è il posto più importante per noi. Questa è la nostra terra! Essi ce l’hanno portata via senza riflettere su quello che stavano facendo. Ce l’hanno portata via come se noi non fossimo là. Questa è la ragione per cui noi ora vogliamo mostrare al mondo la nostra cultura del dreaming, in modo che essi possano comprendere il nostro modo di vivere.”

All’inizio gli artisti utilizzavano dipingevano solo temi tradizionali, in cui compaiono figure (uomini, animali, oggetti) dipinti in modo semplificato, stilizzati, a volte in silhouette o dipinte come fossero trasparenti. Altre volte i dipinti sono interamente realizzati con figure geometriche, linee, punti.  I materiali e le  tecniche erano rimaste immutate dal paleolitico: si utilizzano bastoncini, dita o si spruzzano i colori con la bocca. I colori usati erano pochi e tradizionali: il nero, il bianco, il giallo, il rosso e qualche volta un azzurro verdastro, ottenuti da minerali o dalla natura.

abart

In seguito gli artisti adottano  materiali e tecniche più moderne, come i pennelli, i colori acrilici ecc.e a cominciano a realizzare  immagini più personali, i cui temi si discostavano dalla tradizione.

Fino al 1982 i dipinti aborigeni furono pressoché ignorati dal pubblico, dalle istituzioni e dal mercato artistico. Ma in seguito la loro arte venne conosciuta in Australia e all’estero e cominciarono a esporre nelle gallerie di tutto il mondo (Londra, New York, Parigi, Dusseldorf, Francoforte, Basilea, Los Angeles, Milano, Torino, Firenze, Roma, Venezia). Alcuni di loro  divennero famosi e   i loro quadri erano venduti a ottime quotazioni.

Parallelamente al successo delle loro opere si rafforzava il consenso mondiale alle rivendicazioni dei diritti civili, sociali e territoriali degli aborigeni australiani: nel 1997 una artista aborigena, Emily Kame Kngwarreye, morta l’anno prima a 86 anni,  venne scelta per rappresentare  l’ Australia alla Biennale di Venezia del 1997.

Immagine em

 

Se vuoi vedere uno  degli artisti aborigeni al lavoro :

 

Se vuoi vedere un video con altri dipinti:
 
Se vuoi vedere la MOSTRA dell’ARTE ABORIGENA tenuta a ROMA nel  2010:

https://www.youtube.com/watch?v=2REoyRDV0n8

Se vuoi collegarti a un sito con dipinti e schede biografiche dei diversi artisti aborigeni:

http://www.aboriginalartresource.com/aboriginal-artists/

 

PER SAPERNE DI PIU’

La parola “aborigeno” deriva dal latino ab origine e significa “fin dall’origine”. Gli Aborigeni Australiani sono quindi  i discendenti delle popolazioni che vivevano in Australia dalle sue origini,  prima della colonizzazione europea. Si pensa che gli antenati delle popolazioni aborigene vivessero in Australia da circa  60.000 (almeno 2500 generazioni) anni quando, verso l’inizio del 1600, vi giunsero i primi europei .

australia

Al tempo del loro primo contatto con i colonizzatori europei, i nativi australiani erano divisi in molti gruppi. La maggior parte dei gruppi viveva di caccia e raccolta. ma vi erano gruppi dediti al commercio e all’allevamento. I diversi gruppi avevano una propria lingua (se ne parlavano 200 diverse) e una propria cultura, trasmessa oralmente. Anche la religiosità era espressa in modo diverso, ma la maggior parte delle tradizioni religiose si basava sulla  venerazione della terra e sulla fede nel “sogno”, corrispondente alla  creazione del mondo (il cosiddetto dreamtime  “tempo del sogno”).

La colonizzazione britannica portò le popolazione aborigenea alla rovina: malattie, perdita della terra e quindi delle fonti di cibo, battaglie e uccisioni ridussero la popolazione degli aborigeni del 90% in poco più di 150 anni.

Le popolazioni restanti si ritirarono in parte nelle zone più aride  e isolate, nel centro dell’Australia, dove potevano vivere,  anche se in estrema povertà, secondo le loro tradizioni. In parte invece accettarono di vivere a fianco dei colonizzatori, in condizione di evidente disciminazione: il loro lavoro veniva sfruttato e sottopagato, la loro cultura osteggiata e non riconosciuta, i loro diritti civili negati.

Solo dal 1960 in poi la loro condizione cominciò a migliorare:: nel 1965 una legge regolamentò i salari degli aborigeni, parificandoli con i salari degli altri lavoratori.  Nel  1967 ottennero il diritto di voto. Dagli inizi degli anni 70 gli aborigeni hanno cominciato a organizzarsi per vedere riconosciuti la loro cultura e la loro storia e per ottenere i completi diritti di cittadinanza. Il percorso non è stato facile: solo nel 1992 hanno ottenuto una sentenza che riconosceva la loro presenza sul territorio australiano prima della colonizzazione e i loro diritti di possesso sulle terre, se dimostrabili. Nel 1995 hanno avuto il riconoscimento da parte del governo della loro della loro bandiera, disegnata e scelta nel 1971. Ma ancora nel 1999 la loro richiesta di inserire nella costituzione australiana un paragrafo che riconosce l’occupazione dell’Australia da parte dei nativi australiani antecedente all’insediamento britannico è stato respinta con un referendum.

bandiera

Solo nel 2008 il neo-primo ministro Kevin Rudd ha presentato le scuse ufficiali del governo alle popolazioni Aborigene per la “Stolen Generation” (la generazione rubata), impegnandosi per un pieno riconoscimento della cittadinanda effettiva degli aborigeni australiani. Il suo discorso diceva:

«Chiediamo scusa per le leggi e le politiche di successivi parlamenti e governi, che hanno inflitto profondo dolore, sofferenze e perdite a questi nostri fratelli australiani. Chiediamo scusa in modo speciale per la sottrazione di bambini aborigeni dalle loro famiglie, dalle loro comunità e le loro terre. Per il dolore, le sofferenze e le ferite di queste generazioni rubate, per i loro discendenti e per le famiglie lasciate indietro, chiediamo scusa. Alle madri e ai padri, fratelli e sorelle, per la distruzione di famiglie e di comunità chiediamo scusa. E per le sofferenze e le umiliazioni così inflitte su un popolo orgoglioso e una cultura orgogliosa chiediamo scusa. Noi parlamento d’Australia rispettosamente chiediamo che queste scuse siano ricevute nello spirito in cui sono offerte come contributo alla guarigione della nazione.

Per il futuro ci sentiamo incoraggiati nel decidere che ora può essere scritta questa nuova pagina nella storia del nostro grande continente. Noi oggi compiamo il primo passo nel riconoscere il passato e nel rivendicare un futuro che abbracci tutti gli australiani.  Un futuro in cui questo parlamento decide che le ingiustizie del passato non debbano accadere mai, mai più. Un futuro in cui si uniscano la determinazione di tutti gli australiani, indigeni e non indigeni, a chiudere il divario fra di noi in aspettativa di vita, educazione e opportunità economiche. Un futuro in cui abbracciamo la possibilità di nuove soluzioni per problemi duraturi, dove i vecchi approcci hanno fallito. Un futuro basato su mutuo rispetto, comune determinazione e responsabilità. Un futuro in cui tutti gli australiani, di qualsiasi origine, siano partner veramente alla pari, con pari opportunità e con un pari ruolo nel dare forma al prossimo capitolo nella storia di questo grande paese, l’Australia».

Tuttavia ancora oggi  molti  aborigeni australiani hanno un accesso ai servizi, un reddito, una educazione e una aspettativa di vita inferiori alla media della popolazione australiana.

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